CIAO LUCIO
"4 marzo", "L'anno che verrà", "Piazza Grande", "Caruso", "Futura". L'elenco potrebbe continuare all'infinito. Un elenco fatto di canzoni, poesie, melodie, storie. Per un ragazzo della generazione nata dell'82 può sembrare un semplice cantautore. Per i nostri padri e non solo è stato un vero simbolo non solo musicale ma anche culturale. Il simbolo di una generazione, o meglio di tante generazioni. Conosciuto da tutti. Anziani, persone di mezz'eta', giovani. Un repertorio musicale straordinario, testi intensi e bellissimi dai significati più disparati. Ma soprattutto un grande talento musicale. L'amore per la libertà, per l'Italia, per l'affermazione della giustizia, dell'amore. Il suo attaccamento alla famiglia e agli amici era noto. Chi oggi lo ricorda ne sottolinea la bontà, la saggezza ma soprattutto la sua grande ironia, la sua bonarietà tipicamente bolognese. Un talento musicale, dicevamo. Ebbene si. Lucio è stato colui che ha spaziato nei vari generi musicali, ha sempre cercato di creare originalità nel suo sound e nelle sue canzoni. Canzoni leggere, jazz, un pizzico di blues, con il suo pianoforte, la sua tastiera immancabili nei suoi concerti, nelle sue esibizioni. Il suo amore per il nostro Paese è stato ricordato oggi anche dal Presidente della Repubblica Napolitano. Perchè lui era un innamorato dell'Italia. Ne apprezzava le qualità, la cultura, le bellezze naturali. Si ricordano le sue lodi per Napoli, la città di Caruso, i suoi concerti nel Sud erano sempre quelli più intensi perchè riusciva a coinvolgere e veniva coinvolto dalle atmosfere mediterranee. Amava anche la Puglia, aveva una residenza li, con la sua barca non mancava mai di farsi un giro, di risiedere nei mesi estivi li, in particolare nelle Isole Tremiti, nel foggiano; un amante del mare, della sua essenza, della sua bellezza. E poi la sua Bologna, il forte attaccamento e il forte amore per la sua città, la città dei tortellini, la Dotta e la Grassa. La Bologna dei canzonieri, degli autori, degli artisti, la Bologna del buon vivere, del rispetto verso gli altri, la Bologna che sa rialzarsi dopo grandi ferite, la Bologna che sa amare. "Piazza Grande", in questo senso, racchiude tutto. Oggi siamo tutti un po tristi, un po più soli. Le sue canzoni riecheggiano in tutti noi e da oggi con un po di nostalgia in più. Un pilastrone della musica italiana è caduto ma non tramontato del tutto. Ci ricorderemo sempre di lui nelle sue canzoni. Ciao Lucio e grazie per le tue poesie.
M. C.