sabato 3 marzo 2012

Non solo sport - Ciao Lucio!

CIAO LUCIO
 
"4 marzo", "L'anno che verrà", "Piazza Grande", "Caruso", "Futura". L'elenco potrebbe continuare all'infinito. Un elenco fatto di canzoni, poesie, melodie, storie. Per un ragazzo della generazione nata dell'82 può sembrare un semplice cantautore. Per i nostri padri e non solo è stato un vero simbolo non solo musicale ma anche culturale. Il simbolo di una generazione, o meglio di tante generazioni. Conosciuto da tutti. Anziani, persone di mezz'eta', giovani. Un repertorio musicale straordinario, testi intensi e bellissimi dai significati più disparati. Ma soprattutto un grande talento musicale. L'amore per la libertà, per l'Italia, per l'affermazione della giustizia, dell'amore. Il suo attaccamento alla famiglia e agli amici era noto. Chi oggi lo ricorda ne sottolinea la bontà, la saggezza ma soprattutto la sua grande ironia, la sua bonarietà tipicamente bolognese. Un talento musicale, dicevamo. Ebbene si. Lucio è stato colui che ha spaziato nei vari generi musicali, ha sempre cercato di creare originalità nel suo sound e nelle sue canzoni. Canzoni leggere, jazz, un pizzico di blues, con il suo pianoforte, la sua tastiera immancabili nei suoi concerti, nelle sue esibizioni. Il suo amore per il nostro Paese è stato ricordato oggi anche dal Presidente della Repubblica Napolitano. Perchè lui era un innamorato dell'Italia. Ne apprezzava le qualità, la cultura, le bellezze naturali. Si ricordano le sue lodi per Napoli, la città di Caruso, i suoi concerti nel Sud erano sempre quelli più intensi perchè riusciva a coinvolgere e veniva coinvolto dalle atmosfere mediterranee. Amava anche la Puglia, aveva una residenza li, con la sua barca non mancava mai di farsi un giro, di risiedere nei mesi estivi li, in particolare nelle Isole Tremiti, nel foggiano; un amante del mare, della sua essenza, della sua bellezza. E poi la sua Bologna, il forte attaccamento e il forte amore per la sua città, la città dei tortellini, la Dotta e la Grassa. La Bologna dei canzonieri, degli autori, degli artisti, la Bologna del buon vivere, del rispetto verso gli altri, la Bologna che sa rialzarsi dopo grandi ferite, la Bologna che sa amare. "Piazza Grande", in questo senso, racchiude tutto. Oggi siamo tutti un po tristi, un po più soli. Le sue canzoni riecheggiano in tutti noi e da oggi con un po di nostalgia in più. Un pilastrone della musica italiana è caduto ma non tramontato del tutto. Ci ricorderemo sempre di lui nelle sue canzoni. Ciao Lucio e grazie per le tue poesie.
 
M. C.

mercoledì 29 febbraio 2012

Non solo sport - Lacuna Coil

Lacuna Coil: oscurità e spirito

Irresistibili. Forti. Intensi. I Lacuna Coil, oramai band sulla cresta dell'onda nell'ambito del gothic metal nostrano e non solo, tornano con un nuovo album. Un ritorno alle origini, potremmo dire, dopo un'album più sperimentale e meno dark come è stato "Shallow life". "Dark adrenaline", il nuovo lavoro della band milanese, è un ritorno a quelle sonorità più cupe, dure e introspettive che hanno sempre caratterizzato i Lacuna Coil. La solita grinta di Andrea Ferro alla voce, le chitarre con i riff più forti da parte di Marco Biazzi, sempre intenso con il suo suono molto chiaro, netto, deciso. Il basso coinvolgente di Marco Coti Zelati, e poi lei, il frontman assoluto della band, Cristina Scabbia. La sua voce, la sua intensa vocalità, un pilastro insostituibile, una tecnica straordinaria. La si può oramai inserire tra le cantanti italiane più brave, aldila' del genere. Davvero bello l'album. I Lacuna Coil che ti aspetti, pezzi molto forti, a cominciare dal primo "Tripp the darkness", singolo che si sente molto spesso nelle radio settoriali e non solo: gran pezzo, testo molto intenso, sonorità molto accentuate. Tutto il resto del disco si mantiene più o meno sempre sullo stesso livello. Chi ha sempre seguito loro, riscopre il sound consueto, la loro prerogativa. Ciò che ci colpisce di più è la grande maturità di questa band, che non si smentisce mai e, che non a caso, è cresciuta come seguito, come fans, raccoglie oramai tanti commenti positivi, è diventata una vera e propria realtà musicale nel panorama italiano e non solo. Le loro apparizioni nei festival metal anche europei sono frequenti. A livello internazionale l'Italia può, dunque, contare anche su di loro. Si può discutere sul genere, ancora molto profondamente di nicchia, ma non si può non apprezzare la bravura di questi ragazzi. La loro passione verso la musica è coinvolgente, sincera, incredibile. Sin dai loro esordi, fatti di momenti anche non facili. Quando parti da zero e quando, soprattutto, il tuo genere non è conosciuto, non è popolare, non è orecchiabile, si fa dura, molto dura. Si fa fatica a farsi conoscere, c'è molto pregiudizio. Se parli di metal ti guardano male, pensano che tu sia strano, in qualche modo "non popolare", oserei dire "non normale". Purtroppo, in Italia la cultura conservatrice non ammette novità, non ammette qualcosa che sia diverso dal normale, dal ciò che è commerciale. I Lacuna Coil hanno cercato di sfatare questo tabù, e piano piano ci stanno riuscendo, con merito, con consapevolezza. Certo, il genere è particolare, può piacere e non piacere, ma occorre sempre ascoltare prima giudicare. Per chi come il sottoscritto segue il rock e il metal in particolare, considera i Lacuna Coil un orgoglio per il rock nostrano e, nel caso specifico, per il metal. Un plauso, dunque, ai nostri amici Cristina, Andrea, Marco Biazzi, Marco Coti Zelati e Cristiano. Un album ancora una volta bello, dopo un esperimento coraggioso e, forse, non molto apprezzato da molti che, forse, avrebbe avuto e dovuto avere maggiore considerazione. "Dark Adrenaline" è consigliabile per chi ama un certo genere. Perchè il metal è anche passione, introspezione, coraggio.

M. C.

martedì 28 febbraio 2012

Test MotoGP a Sepang

Stoner e Pedrosa al top nei test, Rossi a 1''5

Honda velocissima nei test invernali della MotoGP a Sepang: Lorenzo con la Yamaha chiude a quasu sette decimi. Indietro le Ducati: Hayden è sesto a 1''2, Rossi chiude ottavo. Male anche Dovizioso

SEPANG, 28 Febbraio – Casey Stoner è il leader nella prima giornata dei secondi test invernali della MotoGP. Sulla pista di Sepang in Malesia il pilota della Honda ha chiuso in 2'01''761, precedendo di due decimi e mezzo il compagno di squadra Dani Pedrosa. Stoner ha girato per soli 16 giri, dimostrando ancora di essere il pilota da battere. Terza piazza per Jorhe Lorenzo con la Yamaha, che è apparso attardato rispetto all'ultima uscita di fine gennaio e prende dal campione del mondo 675 millesimi. Peggio ha fatto il suo compagno di squadra Ben Spies, che ha chiuso a 1'' dalle Honda. Alvaro Bautista con la Honda Gresini ha chiuso la Top 5 con un ritardo di 1''2.

HAYDEN MEGLIO DI ROSSI – Nicky Hayden si piazza al sesto posto con la Ducati Desmosedici GP12 terza versione, a 1''371 da Stoner, facendo meglio dell'altro ducatista Valentino Rossi che ha chiuso ottavo a 1''484, preceduto di soli 32 millesimi dalla Yamaha Tech3 di Cal Crutchlow. Il pesarese precede la Ducati satellite del team Pramac guidata da Hector Barberà, a tre decimi e mezzo da Rossi, mentre Stefan Bradl con la Honda LCR ha chiuso la Top 10 a oltre 2'' dalla vetta, estromettendo dai primi dieci Andrea Dovizioso con l'altra Yamaha del team Tech3. Per il romagnolo un ritardo beffa di soli 10 millesimi dal campione del mondo della Moto2, ma per lui c'è molto lavoro da fare sulla Yamaha M1. Tredicesimo tempo per un altro italiano, il collaudatopre della Ducati Franco Battaini che ha preso il posto di Karel Abrahams al team Cardion: il pilota ceco si era infortunato nei test della scorsa settimana a Jerez ed è stato costretto a rinunciare alle prove. Per lui oggi solo 5 giri, prima di cedere la Ducati satellite a Battaini. Il ceco soffre di una microfrattura alla scapola e di varie contusioni musolari che non gli hanno consentito di resistere a bordo della GP12 SAT.

Ecco i tempi ufficiali:

1 Casey Stoner Repsol Honda Team 2:01.761 - - 16
2 Dani Pedrosa Repsol Honda Team 2:02.005 +0.244 +0.244 36
3 Jorge Lorenzo Yamaha Factory Racing 2:02.436 +0.431 +0.675 22
4 Ben Spies Yamaha Factory Racing 2:02.819 +0.383 +1.058 31
5 Alvaro Bautista San Carlo Honda Gresini 2:02.959 +0.140 +1.198 24
6 Nicky Hayden Ducati Team 2:03.132 +0.173 +1.371 55
7 Cal Crutchlow Monster Yamaha Tech 3 2:03.213 +0.081 +1.452 27
8 Valentino Rossi Ducati Team 2:03.245 +0.032 +1.484 39
9 Hector Barbera Pramac Racing Team 2:03.612 +0.367 +1.851 24
10 Stefan Bradl LCR Honda 2:03.820 +0.208 +2.059 31
11 Andrea Dovizioso Monster Yamaha Tech 3 2:03.830 +0.010 +2.069 23
12 Colin Edwards NGM Mobile Forward Racing 2:05.510 +1.680 +3.749 25
13 Franco Battaini Cardion AB Motoracing 2:05.563 +0.053 +3.802 11
14 Ivan Silva Avintia Racing 2:08.109 +2.546 +6.348 32
15 Yonny Hernandez Avintia Racing 2:08.767 +0.658 +7.006 16

Non solo sport - La prepotenza del padrone


Pur non condividendo al cento per cento il fatto che un gruppo di persone unite da una passione calcistica (in questo caso il gruppo Taranto Supporters) si mettano insieme per raccogliere dei soldi per darli ad una squadra di calcio o comunque per metterli a disposizione di una società di calcio per poter in qualche modo darle una mano ( da questo punto di vista il tutto stride con una realtà quotidiana che dovrebbe un po tutti portare semmai a raccogliere fondi per le famiglie bisognose, per gli ultimi, per chi ha perso il posto di lavoro, per chi vive nell'incertezza, nelle difficoltà che la vita riserva loro fermo restando che semmai è la società sportiva con i suoi mezzi, i suoi contatti che deve trovare quelle sponsorizzazioni necessarie per potersi sostenere senza chiedere bisogno o aiuto a chicchessia e ci riferiamo anche e soprattutto alle istituzioni pubbliche), cio' che è accaduto nei confronti del Taranto Calcio e dei propri supporters è un qualcosa di difficilmente tollerabile. La ribalta nazionale sulla questione della sponsorizzazione della squadra di calcio del Taranto dimostra come il caso sia davvero clamoroso, incredibile, specchio di una realtà sempre più inquietante, realtà che stride con la logica, la normalità. Una semplice scritta su una maglietta che recitava "RespiriAMO Taranto" diventa improvvisamente un caso "politico", "morale", "giuridico". Una Lega Calcio che prima dà l'assenso e poi ritorna sui suoi passi; da qualche parte qualcuno è intervenuto e ha fatto fermare tutto. Una scritta che di certo non conteneva nè messaggi politici, nè messaggi incivili nè insulti. Una semplice scritta in cui i supporters tarantini hanno voluto rappresentare un proprio libero pensiero, in una città in cui tanto riscatto vuole e tanto riscatto pretende. Ma evidentemente questo è un Paese in cui non ti puoi esprimere liberamente perchè chi gestisce e spadroneggia nelle stanze dei bottoni ha il grande potere di metterti i bastoni, di fermare tutto perchè la cosa dà fastidio, dà una cattiva immagine di sè, innervosisce. La coda di paglia che il padrone della grande industria ha è talmente lunga e drammaticamente mastodontica che in questo episodio si vede e si nota bene. Se una scritta innocente su una maglietta provoca questo, allora ecco evidenziata la prepotenza del padrone perchè è talmente evidente che il padrone "ILVA" si è sentito toccato nel cuore, si è sentito parte in causa. "RespiriAMO Taranto" poteva essere per loro una sorta di richiamo ad una maggiore attenzione per la tutela dell'ambiente tarantino, oramai violentato e oltreggiato a dovere in tutti questi anni. Guarda caso il tutto all'indomani della grande manifestazione giovanile che si è tenuta fuori dal Tribunale di Taranto, laddove centinaia di studenti dei licei e non solo, senza nessun colore o riferimento politico ( e questo va detto e sottolineato a chiare linee per chi fa finta di non vedere, non capire e non informarsi, soprattutto) hanno espresso il loro dissenso, la loro contestazione e le loro perplessità nei confronti di un colosso industriale che, con sentenze alla mano, aldilà del caso specifico che in quelle ore si stava dibattendo, si è reso responsabile di un disastro ambientale e sanitario senza precedenti, il quale ha determinato una "malformazione" autentica dell'ecosistema tarantino, ha reso la città di Taranto, una delle città più a rischio in Europa. Dibattito che tra l'altro è ancora presente, vista l'ordinanza del sindaco Ippazio Stefàno che ha dato trenta giorni di tempo all'ILVA per mettersi in regola con avvertimento che in caso contrario scatterebbe la sospensione dell'attività produttiva. Ciò che ci appare incredibile è constatare come in un contesto, forse un po troppo, pubblico di una partita di calcio, in un contesto forse un po troppo popolare, in cui il ruolo dei media è più forte, un iniziativa del generale possa destare cosi fastidio tanto da permettere e da costringere chi organizza i campionati di calcio (quindi un'autorità giuridica competente e padrone a casa propria) a fermare tutto, a non dare più l'autorizzazione ad utilizzare quelle maglie per motivi "politici". Ma quale politica? Ma quali messaggi pericolosi? Ma quale sfida? Ma quale comportamento discutibile? E' l'ennesima dimostrazione di come la grande industria che da anni a Taranto mortifica la dignità e i corpi dei cittadini ha troppo spesso la possibilità di intervenire liberamente, senza rispettare le competenze altrui, può mettere il naso anche laddove non gli compete, ha questo incredibile potere gattopardesco con una grave connivenza  di certi poteri e di certi organi troppo supini allo strapotere del Grande Mostro. Ci dispiace questo e il tutto evidenzia ancora di più una situazione sempre più intollerabile in cui è venuto il momento di porre un freno. La città di Taranto in tutti i sensi ha il dovere di reagire. Ma di reagire davvero alla grande, con rabbia. Perchè i veri padroni di Taranto sono i tarantini, non signorotti ricconi venuti da Milano ad oltraggiare un intero territorio.

M. C.

Campionato Serie A - 25^ giornata

Campionato Serie A
25^ giornata 25/26 feb 2012

Atalanta - Roma 1 - 4
Bologna - Udinese 1 - 3
Cagliari - Lecce 1 - 2
Catania - Novara 3 - 1
Chievo - Cesena 1 - 0
Genoa - Parma  2 - 2
Lazio - Fiorentina 1 - 0
Milan - Juventus 1 - 1
Napoli - Inter 1 - 0
Siena - Palermo 4 - 1



La Classifica alla 25^

Milan 51
Juventus * 50
Udinese 45
Lazio 45
Napoli 40
Roma 38
Inter  36
Palermo 34
Chievo 33
Catania * 33
Atalanta 31
Cagliari 31
Genoa 31
Parma * 29
Fiorentina * 28
Bologna * 28
Siena 26
Lecce 24
Novara 17
Cesena * 16

* = una partita in meno

lunedì 27 febbraio 2012

F1 - Test a Montmelò

La seconda sessione di test invernali della Formula 1, quella a Montmelò dopo la prima di Jerez, si è conclusa con Kamui Kobayashi al vertice. Il giapponese della Sauber ha fatto segnare il tempo più veloce non solo della giornata, ma anche dell'intera sessione, ottenuto alla fine della mattinata (circostanza ripetuta in questi quattro giorni) con gomme a mescola soft. Inoltre ha anche percorso ben145 giri, distanza anche questa top dei test, che rappresentano più del doppio di una gara, dato che qui il GP si corre su 66 giri. 


Per valutare propriamente il tempo di Kobayashi, di 1'22"312, ricordiamo che Schumacher nei test dello scorso anno fece segnare 1'21"268, ma anche che le vetture 2011 sono state valutate di un secondo (e forse qualcosa in più) più veloci di quelle 2012, per via delle nuove norme sugli scarichi. Altri riferimenti possono essere la pole dello scorso GP a Barcellona, di 1'20"901 (Webber), e il giro più veloce in gara, in 1'26"727 (Hamilton). 



Sugli scudi in questi test anche Pastor Maldonado, secondo tempo odierno dopo quello migliore di ieri, sempre sullo stesso passo: 1'22"561 oggi (a due decimi e mezzo da Kobayashi), 1'22"391 ieri. Insomma, quello della Williams non pare uno sprazzo isolato. 

Sul podio immaginario sale pure Paul Di Resta, messosi con gomme supersoft a 8 decimi dal vertice con 1'23"119, ma anche 8 centesimi meglio di Jenson Button. 
É proprio il pilota della McLaren ad aver offerto oggi degli interessanti spunti di riflessione (o di... confusione) quando ha ottenuto il giro veloce con le Pirelli supersoft e poco dopo, con le hard, ha girato appena un paio di decimi più piano. Sappiamo bene che l'inglese è uno capace di andare forte con tutto e in qualsiasi situazione - purché con una macchina competitiva - ma questo può essere un segno più che indicativo delle caratteristiche delle Pirelli di quest'anno, il cui divario prestazionale fra le varie mescole non è più, appunto, molto marcato. Aggiungiamo che sempre Button ha provato ripetutamente le soft su serie di giri di una dozzina e più con perdita di resa solo all'ultimo, che si possono avere gli elementi per preannunciare un campionato interessante e "aperto" in merito allastrategia delle gomme. 



Tornando alla giornata, dopo Button abbiamo Felipe Massa e Mark Webber, con tempi rispettivamente pari a 1'23"563 e 1'23"774. Al di là dei crono molto vicini, va detto che per una volta i team Ferrari e Red Bull possono essere accomunati su più questioni. Fondamentalmente, quelle di non aver svettato (escludendo Sebastian Vettel il primo giorno con 1'23"265) e di aver lasciato un'impressione un po' dubbiosa in tutti. Non tanto per le pure prestazioni cronometriche in pista, quanto perché fermi un po' troppo spesso e un po' troppo a lungo ai box. 



Dal lato Ferrari si è giustificata la consistente pausa a metà delle giornate con la necessità diinterventi "lunghi" sull'assetto. Ma anche le varie soste non sono state sempre lievi, anzi. Poi si tratta sempre di come si vogliono vedere le cose, secondo il classico esempio del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: la vettura può essere stata "stravolta" nei componenti e nelle regolazioni in modo da avere riscontri in tutte le situazioni tecniche possibili e accumulare così quanti più dati possibili, magari anche contraddittori ma (si spera) utili. Oppure pensare che quelli del Cavallino stanno ancora brancolando nel buio e cercando il bandolo della matassa... Come pure che ci sia stato qualche intoppo nei riscontri aerodinamici. Anche il posticipo di un giorno richiesto per i prossimi test potrebbe indicare la necessità di lavorare parecchio su questi dati (o sulle correzioni da apportare al progetto...). 



Il fatto che similmente pure la Red Bull abbia richiesto di posticipare di un giorno la prossima sessione di prove invernali, sempre a Barcellona, può indicare che ci sia qualcosa da sistemare. E forse anche più serio (o magari noie, ma numerose) che la Ferrari. In effetti oggi Webber non ha girato molto: 85 giri, meno anche dei 103 di Massa e poco più dei 70 di Kovalainen, che però almeno ha la "scusa" di aver dovuto sostituire il motore nel corso della giornata. Inoltre anche ieri si sono evidenziati problemi nei corso dei vari pit-stop. Sappiamo che sia Red Bull che Ferrari hanno la capacità di risolvere tutto (o quasi...) ma resta il fatto che il team "bibitaro" sembra aver perso quella patina disuperiorità e "inossidabilità" mostrata sinora. 



Certo, in entrambi i casi siamo ben lontani dai problemi strutturali mostrati dalla Lotus che ha dovuto abbandonare i test lunedì. Oppure da quelli di oggi della Marussia (in realtà la Virgin del 2011) che praticamente non ha permesso a Charles Pic di girare oggidì, per problemi disospensioni. 



Al contrario, la Mercedes pare proprio aver risolto del tutto certi piccoli intoppi all'idraulica e al cambio delle prime due giornate, tanto da aver percorso davvero parecchi giri ieri con Michael Schumacher (127) e oggi con Nico Rosberg (139). Il secondo dei due tedeschi oggi è stato dietro aJean-Eric Vergne ma comunque a un secondo e mezzo dal top. Che questo gap comprenda i migliori otto è significativo e può indicare un maggior equilibrio prestazionale fra le varie monoposto. Del resto nemmeno nelle giornate precedenti si è evidenziato un "dominatore" e anche questo fa ben sperare per il campionato 2012. E la stessa Toro Rosso è sempre stata competitiva prima con Daniel Ricciardo e poi appunto con Vergne. Come pure la Force India ha anche svettato specie nella seconda giornata grazie a Nico Hulkenberg. 



Con queste premesse e qualcosa da verificare, dunque, il prossimo appuntamento sarà sempre sulla pista di Montmelò il 1 marzo, con la terza sessione di prove invernali. 




I TEMPI


1- Kobayashi  (Sauber)  1'22"312 -  145 laps
2- Maldonado  (Williams)  1'22"561 - + 0"249 - 134 laps
3- Di Resta  (Force India)  1'23"119 - + 0"807 - 101 laps
4- Button   (McLaren)  1'23"200 - + 0"888 - 115 laps
5- Massa   (Ferrari)  1'23"563 - + 1"251 - 103 laps
6- Webber   (Red Bull)  1'23"774 - + 1"462 - 85 laps
7- Vergne   (Toro Rosso)  1'23"792 - + 1"480 - 92 laps
8- Rosberg  (Mercedes)  1'23"843 - + 1"531 - 139 laps
9- Kovalainen  (Caterham)  1'26"698 - + 4"656 - 70 laps

fonte: Autosprint

Pareggio d'orgoglio e tanti interrogativi

Il diario del Vecchio - 27/02/2012 - Note RossoBlu

Pareggio d'orgoglio. Acciuffato all'ultimo. Un'acuto di Di Bari ha evitato la probabile sconfitta. Il resto poca roba. Dimostrazione di non essere in questo momento all'altezza della Ternana, una squadra che alla luce dell'incontro disputato al Liberati conferma ancora di più di meritare la vittoria del campionato. Squadra più organizzata, più forte come organizzazione e come forza offensiva. Dall'altra parte un Taranto senza idee, poca lucidità nella manovra, evanescenza totale davanti. Ma sicuramente, orgoglio, impegno. Un pari d'oro alla fine, ma tanta consapevolezza di aver probabilmente detto addio ai sogni di gloria di vittoria del campionato. Troppo difficile il margine da recuperare. La Ternana è sembrata più solida mentalmente. Il Taranto ancora una volto troppo nervoso, con un'evidente involuzione nei suoi uomini migliori. Il risultato poteva anche essere negativo. La Ternana, probabilmente, avrebbe meritato la vittoria. Bremec si è superato nel salvare la porta molte volte. Una squadra rossoblu' troppo contratta, con una forte distanza tra i reparti, un centrocampo troppo preoccupato a dover contenere piu' che a proporre. Tre nomi direi su tutti. Sciaudone, Rantier e Chiaretti: la fotocopia sbiadita dei giocatori tonici e gagliardi che abbiamo ammirato nel girone di andata. Limiti fisici e tecnici che stanno pesando. Una difesa che sembra non più solida come fino a tre partite fa. E poi tanto, troppo nervosimo. Ingiustificate le espulsioni di Antonazzo, Sciaudone e ancora una volta del troppo agitato Dionigi. La tensione si sente. Si carpisce. Si nota la poca tranquillità; probabilmente troppo caricata questa partita per quanto importante, forse decisiva per continuare a sperare nella vittoria diretta del campionato penalizzazioni permettendo. La tranquillità del ritiro di Pomezia non è evidentemente bastata. Qualche sussurro venuto dalla terra jonica non ha agevolato. La squadra dimostra di aver accusato il colpo della nuova penalizzazione. L'orgoglio non manca. Il pareggio arrivato nel finale dimostra, comunque, ancora una voltà della bontà professionale di questo gruppo e, probabilmente, fa ancora più rabbia se vediamo ciò che sta avvenendo fuori dal campo. La società continua a non far molto per rasserenare il gruppo. Ora bisogna scrollarsi di dosso l'inutile speranza e l'inutile pressione di una lotta con la Ternana diventata forse troppo snervante, troppa pressione, troppa convinzione, la speranza sempre di sperare nel passo falso. Oggi c'è stata la grande occasione, ma l'occasione non è stata sfruttata. Il Taranto non ha dimostrato di essere all'altezza della Ternana; gli umbri evidenziano qualcosa in più e oggi in campo ciò si è nettamente visto. Psicologicamente è ora di pensare al vero obiettivo, questo si alla portata dei rossublu, ovvero i playoff. E su questo occorre concentrare tutte le residue forze. Ci attendono dieci partite e trenta punti in palio.Il Taranto ha il dovere di difendere con le unghie e con i denti il secondo posto, lo deve per se stesso e per la piazza. Lo deve per quello che sul campo hanno dimostrato. Sono stati sempre li e hanno dimostrato sul campo di essere superiori alle dirette concorrenti. E per dare un segnale ad una società colpevolmente responsabile di tutto ciò che sappiamo. Ora inizia questo count down decisivo. Il calendario è micidiale a cominciare già da domenica prossima contro la Pro Vercelli, una partita forse più delicata ed importante di quella del "Liberati". Sarà partita durissima.Seconda contro terza con i piemontesi che dovranno recuperare una partita e con lo spettro della nuova penalizzazione del Taranto. Occorrerà assolutamente tornare al successo che potrebbe valere tanto per il proseguo del torneo e per distanziare quanto possibile la Pro Vercelli. Sarà una settimana importante. Due giorni di riposo poi da martedi inizierà un'altro campionato. Perchè ora l'obiettivo del Taranto è dimenticare la Ternana e pensare a finire alla grande in campionato, blindare il secondo posto e continuare a sognare. Per i giocatori, per il tecnico, per i tifosi e per la città. Non certo per la società e per il Presidente in primis, rei di aver creato un grosso danno ad un'ambiente che fino a qualche tempo fa era perfetto. Vergogna.

M. C.