Il diario del Vecchio - 27/02/2012 - Note RossoBlu
Pareggio d'orgoglio. Acciuffato all'ultimo. Un'acuto di Di Bari ha evitato la probabile sconfitta. Il resto poca roba. Dimostrazione di non essere in questo momento all'altezza della Ternana, una squadra che alla luce dell'incontro disputato al Liberati conferma ancora di più di meritare la vittoria del campionato. Squadra più organizzata, più forte come organizzazione e come forza offensiva. Dall'altra parte un Taranto senza idee, poca lucidità nella manovra, evanescenza totale davanti. Ma sicuramente, orgoglio, impegno. Un pari d'oro alla fine, ma tanta consapevolezza di aver probabilmente detto addio ai sogni di gloria di vittoria del campionato. Troppo difficile il margine da recuperare. La Ternana è sembrata più solida mentalmente. Il Taranto ancora una volto troppo nervoso, con un'evidente involuzione nei suoi uomini migliori. Il risultato poteva anche essere negativo. La Ternana, probabilmente, avrebbe meritato la vittoria. Bremec si è superato nel salvare la porta molte volte. Una squadra rossoblu' troppo contratta, con una forte distanza tra i reparti, un centrocampo troppo preoccupato a dover contenere piu' che a proporre. Tre nomi direi su tutti. Sciaudone, Rantier e Chiaretti: la fotocopia sbiadita dei giocatori tonici e gagliardi che abbiamo ammirato nel girone di andata. Limiti fisici e tecnici che stanno pesando. Una difesa che sembra non più solida come fino a tre partite fa. E poi tanto, troppo nervosimo. Ingiustificate le espulsioni di Antonazzo, Sciaudone e ancora una volta del troppo agitato Dionigi. La tensione si sente. Si carpisce. Si nota la poca tranquillità; probabilmente troppo caricata questa partita per quanto importante, forse decisiva per continuare a sperare nella vittoria diretta del campionato penalizzazioni permettendo. La tranquillità del ritiro di Pomezia non è evidentemente bastata. Qualche sussurro venuto dalla terra jonica non ha agevolato. La squadra dimostra di aver accusato il colpo della nuova penalizzazione. L'orgoglio non manca. Il pareggio arrivato nel finale dimostra, comunque, ancora una voltà della bontà professionale di questo gruppo e, probabilmente, fa ancora più rabbia se vediamo ciò che sta avvenendo fuori dal campo. La società continua a non far molto per rasserenare il gruppo. Ora bisogna scrollarsi di dosso l'inutile speranza e l'inutile pressione di una lotta con la Ternana diventata forse troppo snervante, troppa pressione, troppa convinzione, la speranza sempre di sperare nel passo falso. Oggi c'è stata la grande occasione, ma l'occasione non è stata sfruttata. Il Taranto non ha dimostrato di essere all'altezza della Ternana; gli umbri evidenziano qualcosa in più e oggi in campo ciò si è nettamente visto. Psicologicamente è ora di pensare al vero obiettivo, questo si alla portata dei rossublu, ovvero i playoff. E su questo occorre concentrare tutte le residue forze. Ci attendono dieci partite e trenta punti in palio.Il Taranto ha il dovere di difendere con le unghie e con i denti il secondo posto, lo deve per se stesso e per la piazza. Lo deve per quello che sul campo hanno dimostrato. Sono stati sempre li e hanno dimostrato sul campo di essere superiori alle dirette concorrenti. E per dare un segnale ad una società colpevolmente responsabile di tutto ciò che sappiamo. Ora inizia questo count down decisivo. Il calendario è micidiale a cominciare già da domenica prossima contro la Pro Vercelli, una partita forse più delicata ed importante di quella del "Liberati". Sarà partita durissima.Seconda contro terza con i piemontesi che dovranno recuperare una partita e con lo spettro della nuova penalizzazione del Taranto. Occorrerà assolutamente tornare al successo che potrebbe valere tanto per il proseguo del torneo e per distanziare quanto possibile la Pro Vercelli. Sarà una settimana importante. Due giorni di riposo poi da martedi inizierà un'altro campionato. Perchè ora l'obiettivo del Taranto è dimenticare la Ternana e pensare a finire alla grande in campionato, blindare il secondo posto e continuare a sognare. Per i giocatori, per il tecnico, per i tifosi e per la città. Non certo per la società e per il Presidente in primis, rei di aver creato un grosso danno ad un'ambiente che fino a qualche tempo fa era perfetto. Vergogna.
M. C.
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