mercoledì 22 febbraio 2012

Nell'attesa di Terni

Il diario del Vecchio - 18/02/2012 - Note RossoBlu

Weekend di pausa e di tanta riflessione nell'ambiente tarantino. La questione stipendi si è conclusa con la mancata corresponsione dei contributi e con il pagamento parziale ( a quanto pare) di una parte degli emolumenti ai calciatori. Il tutto frutto del contributo per i diritti televisivi arrivato in settimana dalla Lega Pro, contributo che la Lega di terza serie ha avuto per un totale di 39 milioni di euro. Al Taranto 250mila euro che la società ha potuto "sfruttare" per poter intervenire in tal senso. E questo la dice lunga. Senza questo contributo la situazione sarebbe stata ancora peggiore. Alla faccia di ciò che qualche tempo fa disse proprio la società direttamente dalla bocca del vicepresidente Valerio D'Addario. Diciamolo. Una vera presa in giro. Un'altro, ennesimo comportamento che dimostra come la chiarezza non sia una prerogativa della società di Via Martellotta. Sponsor che non ci sono ( a parte la discutibile e un po assurda iniziativa dei Taranto Supporters che non depone a favore della serietà della famiglia D'Addario), crisi finanziaria, poca chiarezza. In mezzo a questo grande marasma, l'unico vascello che rimane in piedi in questo mare di tempesta è la squadra con l'allenatore in primis. Ci risulta assolutamente incredibile l'aver sbattuto davanti ai media l'unica persona che poteva essere "usata" per ciò che stava accadendo. La partecipazione del tecnico Davide Dionigi alla consueta trasmissione del martedi 100 sport magazine condotta da Gianni Sebastio è stata la dimostrazione lampante della "coda" di paglia della società. Nessun dirigente è andato pubblicamente a spiegare la situazione. L'immagine di Dionigi è quella più spendibile, rassicurante, preferita agli occhi dei tifosi. La faccia del tecnico è valsa più di mille parole. Ha detto e fatto quello che poteva. Traspariva in maniera chiara la difficoltà di Dionigi circa il dover remare tutti dalla stessa parte. Il sogno che cavalca il sogno. L'unità di intenti per arrivare al grande obiettivo. Dopodichè aprire gli eventuali processi. Capire il futuro. Saperlo decifrare. Le notizie più fresche parlano di un incontro tra squadra e una parte della dirigenza ( si badi bene non con il presidente D'Addario; era presente Mike Hulls) nella quale si è appurata la necessità di ricompattare l'ambiente e si è, al tempo stesso, assicurata la stessa squadra che presto saranno risolti i problemi finanziari. Garanzia più volte chiarita dalla società. L'impressione è che si sia trattato di un incontro di facciata, per tenere "caldi" e concentrati i giocatori. Nel mezzo tanti dubbi, poca chiarezza e la pessima sensazione dell'inizio di un lento declino. Le dicerie non mancano. Ma ci si attiene ai fatti. I fatti dicono che il Taranto rischia una nuova e pesante penalizzazione che costringerà la squadra alla nuova lotteria dei play off che a Taranto tutti guardando come il peggior incubo visto come è andata nelle precedenti occasioni. Una serie B sempre sfuggita per questo o per quel motivo. Per un pizzico di sfortuna, o incapacità o questioni extracalcistiche. E per chi conosce la storia recente del Taranto sono cose risapute. Non ci piace l'atmosfera che si respira nella Taranto calcistica. Alla vigilia di un crocevia importantissimo come la trasferta di Terni l'umore non è dei migliori. E nelle ultime due partite la cosa si è notata. Il nervosimo c'è, cosi come la poca tranquillità. Ci rimane l'unico baluardo, dicevamo. La professionalità di questi ragazzi e di questo che allenatori, artefici di un grande campionato che meriterebbero maggior rispetto e maggiore considerazione da una dirigenza che sulle sue spalle porta questa grande colpa, cioè il tentativo di distruggere il sogno. Ci sentiamo di condividere il messaggio e l'appello di Dionigi affinchè tutti continuino a remare dalla stessa parte. I tifosi lo stanno dimostrando, in casa come in trasferta, nei limiti del possibile. Si continuerà a sostenere questi ragazzi, ma è davvero dura non farsi coinvolgere da una questione societaria e gestionale alquanto inquietante.

M. C.

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